Storia

Piatto storico della tradizione fluviale veneta, specie delle terre bagnate dal Piave e dal Livenza, e’ rimasto pressoche’ uguale nel corso dei secoli e gli unici ritocchi riguardano l’impiego dell’olio d’oliva e del pomodoro. L’uso degli “amoli” acerbi, le susine selvatiche non ancora mature, e’ stato sapientemente introdotto nel lontano passato per sgrassare l’anguilla e darle un sapore piu’ acidulo, come si ottiene nel “brodetto” altoadriatico con l’impiego dell’aceto. Piatto dunque tutto da godere, espressione della vera cucina di casa di quanti abitavano in passato (e, spesso, di quanti abitano ancor oggi) lungo le sponde dei nostri fiumi.

Ingredienti

Ingredienti e dosi per 4 persone: 800-1000 g di anguilla, 12-16 susine selvatiche, 1 spicchio d’aglio, una cipolla media, 2 bei pomodori maturi, 2 foglie d’alloro, 1 bicchiere di vino bianco secco, una cucchiaiata di prezzemolo tritato, 2 cucchiai di aceto di vino, olio extravergine d’oliva, sale e pepe.

Preparazione

monda con cura le anguille a tagliale a pezzi sui 6-8 cm. Nel frattempo in una casseruola fa rosolare nell’olio d’oliva la cipolla e l’aglio finemente pestati, quindi unisci i pezzi d’anguilla, bagnali col vino bianco e lascia che evapori. Unisci ora i pomodori spellati, privati dei semi e tagliati a pezzetti, le foglie d’alloro e le susine selvatiche assieme all’aceto. Insaporisci di sale e pepe, aggiungi il prezzemolo, rigira con delicatezza il pesce e fallo cuocere per circa 40 minuti fin che la carne risulta cotta. Manda in tavola l’anguilla col proprio sugo di cottura e polenta calda.